San Bendetto Sport&Motori

CORSICA 2007

aprile 7, 2010 by · Leave a Comment 

DSCF2421Il viaggio in Corsica è uno di quelli che non dimentichi facilmente, scenari bellissimi, mare trasparente, strade scolpite nella roccia, curve a non finire ma anche buche pazzesche, animali vaganti e spesa troppo sopra la media. Per carità alla fine di tutto il bilancio è più che positivo e il portafoglio vuoto o la coppia di ammortizzatori da cambiare non cancellano 1500 km goduti fino in fondo. Insomma un viaggio da rifare, magari non ad Agosto, magari con la futura Stelvio ma sempre da consigliare.
Il tasto “donne” lo saltiamo a pié pari, a parte le nostre, non se ne sono viste tante e quelle poche non è che brillassero per sensualità, ma alla fine, pensandoci bene, meglio così!! Bisogna sapere che a questo tour hanno aderito tutte coppie (fatte due sole eccezioni), in tutto 20 persone e 12 moto, pertanto le tentazioni meglio riservarle ad uscite solitarie…………
La preparazione del giro e dei dettagli comincia già a Febbraio. Scegliamo un periodo tranquillo……la settimana di ferragosto!!
A disposizione abbiamo 8 notti, optiamo per visitare la parte nord e la costa ovest, che scende fino a Bonifacio, aggiungendo anche una capatina nel cuore dell’isola con scarpinate annesse.
Tralasciamo, volutamente, la parte che si affaccia verso l’Italia, sicuramente più turistica, trafficata e povera di emozioni.

                                                                               DSCF2454

Nel mio immaginario la Corsica era una grande distesa desolata, brulla, con strade strette come ferite che intarsiano l’arida terra. E invece è tutto questo e il contrario di questo. Stupisce la varietà di paesaggi e scenari che ti trovi di fonte. La monotonia non esiste. Il deserto “des Agriates”, i Calanchi di Piana, i boschi della foresta d’ Aitone, le spiagge di sabbia o pietra, le gole rocciose della “scala di S.Regina o della “Bocca de l’Illarata”,i laghi della Restonica,  insomma un puot-puorri di bellezze rigorosamente naturali.
L’itinerario nudo e crudo ci ha visti sbarcare a Bastia, città senza infamia e senza lode, e percorrere “il dito” in senso anti-orario sfidando gli strapiombi e la quasi completa assenza di guard-rail. Ci siamo poi diretti, lungo la costa, verso Calvi e Porto. Un giro poi all’interno a Corte e nella valle della Restonica, via via poi verso Sartène, Bonifacio e rientro attraverso le strade meno trafficate dell’entroterra.
Contrariamente a quanto preventivato il traffico, salvo rari casi, è stato pressoché nullo, la pace regnava sovrana, purtroppo anche la sera, dopo le 24:00 infatti c’era una specie di coprifuoco e tutti a nanna!
Un viaggio comunque non facile, mette a dura prova le capacità di reazione,la resistenza e la pazienza di chi ti sta dietro. Un plauso va certamente fatto alle ns donne.DSCF2474

 

 

 

 

 

 

Autore: Paolo Marucci

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Quattro pazzi in libertà 27-31 Gennaio 2005

gennaio 15, 2010 by · 2 Comments 

PC280189I motociclisti che si rispettano hanno viaggi e mete nel cuore che non devono rimanere sogni, appuntamenti irrinunciabili ai quali è vietato mancare. Se ne possono citare vari ed uno di questi è l’Elefantentreffen. Forse uno dei raduni più estremi che, per spirito d’adattamento e clima, evoca sicuramente periodi più “barbari”.
Aderiamo in tre ad una folle proposta di Guido, presidente del club “Aquile Millenarie”, fatta in occasione dell’annuale cena di dicembre. Sembra uno scherzo ma più i giorni passano e più ci convinciamo che il viaggio si può e si deve fare! Via ai preparativi soprattutto dal lato abbigliamento, le moto non hanno bisogno di nulla, sono GUZZI! Dobbiamo prepararci a tutto, neve, ghiaccio e temperature per noi impensabili (siamo gente di mare). Il mese di Gennaio scorre veloce e di pari passo cresce l’entusiasmo e la voglia di mettersi in moto. Si susseguono incontri e cene per preparare nei minimi dettagli la trasferta. In una di queste partecipano due veterani, Piero e Enrico, che ritroveremo poi all’ Elefanten.
Deciso! Si parte Giovedì 27 alle 6:00. Max rumoreggia, a quell’ora di solito rientra dal Rebel Pub! Diego è tranquillo, Guido non fa una piega e Paolo sarebbe partito anche alle 4:00!
L’ora è giunta! Il ritrovo è alla concessionaria SimonelliMoto di San Benedetto del Tronto, il tempo non ci aiuta , nevica, ma non ce ne curiamo. I primi ad arrivare sono Paolo e Guido, Max ovviamente ritarda e lancia fulmini e saette. Diego ci aspetta all’ autogrill di Pedaso, venendo direttamente dal teramano.
Tralasciando un piccolo, trascurabile particolare (Paolo aveva dimenticato il casco a casa) , alle 6:30 siamo in sella.
La neve ci accompagna fino a Faenza e solo nel tardo pomeriggio raggiungiamo Innsbruck. Dopo un’ ulteriore ora di pellegrinaggio troviamo una pensione che, ahimé, non ha garage. Non senza pensieri lasciamo le nostre compagne all’addiaccio e ci rintaniamo in un classico locale a bere birra. Nella notte la temperatura scende a -18 e, come previsto, la mattina la partenza non è stata immediata. Tre dei 4 fidi cavalli non ne vogliono sapere di mettersi in marcia. Solo dopo colpi di phon, bacinelle di acqua calda e vigorose spinte le mettiamo in strada. Abbiamo perso quasi tre ore! Lasciamo l’autostrada e all’una siamo a Rosenheim. Pranzo da Beatrice (Walter und Beatrix) a base di “leggerissimi” piatti di schnitzel e pommes, Max fa l’asociale e prende una zuppa alla vista poco rassicurante!
Fino ad ora di audaci motociclisti ne abbiamo incontrati pochi, da segnalare due Nuovi Falconi 500 versione militare. In compenso lo scenario che ci propone la “statale” è veramente suggestivo, un susseguirsi di paesetti, casine in legno, curve e strade tutto sommato sgombre il tutto rigorosamente innevato.Sono questi 90 km che ci ripagano di ore e ore di noiosa “Autobhan”.
Alle 18:00 circa giungiamo a Riggerding nei pressi di Solla , pernottiamo alla Gasthof zur post.
Fortunatamente, grazie a Piero, troviamo una stalla dove dove riparare le nostre belle.
Facciamo conoscenza di un gruppo di 6 vespisti partiti da Bergamo e capitanati da Stefano “Ercole”, detto così perché possiede un originale Ercole Moto Guzzi perfettamente in forma e con il quale si presenterà per il cinquantesimo.
La mattina dopo un’abbondante colazione e un immancabile “Aulin” si parte alla volta del raduno. Notiamo che anche le “affidabilissime” BMW hanno bisogno di qualche spinta per accendersi, qualcuna deve arrendersi e rimanere nella stalla.
Il tempo è tranquillo, la strada pulita, arriviamo in un attimo. Ci rendiamo subito conto che al confronto dei partecipanti al campo siamo solo dei “turisti”, in tenda sicuramente è tutta un’altra cosa! L’atmosfera è festosa e strana allo stesso tempo, quasi surreale. Da un lato gli “accampati” adunati intorno al fuoco con birre e carne alla brace, dall’altro i passanti a fotografare, pellicce e goretex uniti comunque dalla passione per la moto e l’estremo.
Moto sommerse dalla neve, impantanate nel ghiaccio, smontate in attesa di soluzione, batterie, cavi e catene per tutti i gusti.
Dopo aver espletato le pratiche di rito ed aver ottenuto la tanto agognata medaglia con la targhetta 2005 riprendiamo la via di casa. La mattina seguente non senza rammarico prepariamo i bagagli e ci incamminiamo verso San Benedetto del Tronto. Questo sarebbe stato il programma se la ruota posteriore della California di Paolo non si fosse intestardita a cercare una vite che ha praticamente lacerato la camera d’aria. Purtroppo le classiche bombolette non sono servite a nulla ma non c’è problema siamo in mezzo alla campagna ed è domenica vuoi che non troviamo un gommista aperto? Stranamente è così ma allora anche qui riposano la domenica!
Il fatto accade alle 12:30 e solo dopo 5 ore e grazie alla gentilezza di Andreas , meccanico e titolare di un’officina Harley, trovato per caso da un amico di un amico dell’amica della proprietaria della stazione di servizio dove eravamo fermi, riprendiamo la via. E’ tardi e non ci resta che fermarci di nuovo a Rosenheim. Torniamo a trovare Beatrix e Max quasi quasi riordina la zuppa, ma alla fine ripiega sullo schnitzel.
Rientriamo a San Benedetto alle 19:30 di Lunedì, puntata al cafè solaire per un aperitivo e poi tutti al Rebel Pub per una pizza con proiezione delle immagini del viaggio.
Guardandoci negli occhi, stanchi e provati, un pensiero solo ci passa per la testa:
il prossimo anno per il cinquantesimo……………..andiamo in tenda!



Autore: Paolo Marucci


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Psicologia distorta

dicembre 17, 2009 by · Leave a Comment 

Vorrei iniziare quest’avventura cercando innanzi tutto di far capire con chi e cosa si ha a che fare. Un piccolo estratto di considerazioni fatte tempo fa che permetterà di capire più facilmente le meccaniche che muovono le nostre azioni. La moto non è solo un mezzo di trasporto ma un prolungamento dei nostri arti, motore del nostro pensiero, apertura ideale verso orizzonti inesplorati.
Il seguente articolo è stato scritto quando ancora i navigatori satellitari non “mietevano vittime”, quando ancora il bello di perdersi era fermarsi al primo bar e scambiare due chiacchiere chiedendo informazioni, ….bei tempi…… e parliamo solo di pochissimi anni fa…..
“Cos’è che ci spinge a sfuggire dalle comodità di un’autostrada? Perché preferiamo metterci mezza giornata in più per arrivare a destino? Perché siamo così attratti dalle stradine color bianco sulla cartina, quelle stradine contorte che apparentemente non portano da nessuna parte? Beh, domande a cui non è facile rispondere, alle quali i più risponderanno: perché siete scemi!
Forse hanno ragione ma credo che oltre alla scemenza ci sia anche qualcos’altro, una forma di pazzia, di sana pazzia che ci porta fuori dai luoghi comuni e dalle convenzioni, fuori dagli schemi. Quello che ci appaga di più, in fin dei conti, non sono le cose quotidiane e non sono di certo  le passeggiate al corso, ma una bella scampagnata su e giù per monti e valli alla scoperta di posti nuovi, di vecchie locande, di paesini, di stradine sinuose, di paesagi mozzafiato, scorci irripetibili.
Insomma fare qualcosa di diverso, qualcosa che poi si possa raccontare. Mettersi alla prova!
Ogni volta ci si prepara ad un’uscita ci trasformiamo in fantasiosi geometri, improbabili architetti, ingegneri della cartina stradale. Armati di calcolatrice, matita e compasso tracciamo traiettorie impossibili al solo scopo di aggirare il consueto, di evitare lo scontato.
Se siete tra quelli che, incrociando una strada anonima e sconosciuta  che taglia per chissà dove, vedono sempre una scorciatoia o una sicura alternativa per giungere proprio lì dove vogliamo noi, beh.. allora siete dei nostri! Direi degli ottimisti! Vediamo sempre il bicchiere mezzo pieno, cerchiamo sempre il lato positivo di ogni cosa e si è sicuri che c’è del bello in tutto, anche nella Guzzi!”


Autore: Paolo Marucci

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