10 marzo 2013
Guida galattica per internauti: Facebook

I social network, o “piattaforme sociali” – converrete con me che in inglese suona meglio – sono diventati parte integrante della nostra vita.

Tra twittatori compulsivi, istantgrammisti dall’occhio lungo e facebookiani a caccia di mipiace, la lista delle personalità disturbate che ci insidiano è lunga.

I SOCIAL NETWORK Non tutti ne fanno parte, ma tutti li conoscono. La stampa – italiana e non – ne sta diventando succube: attori, sportivi, politici – tutti sembrano esprimersi solo attraverso i Social. E se anche il Papa si è iscritto a Twitter, qualcosa di importante, dal 2004 ad oggi, è successo. Del resto, tra un post di Jovanotti su Facebook, una twittata di Renzi e una foto della (inserire nome star famosa qui) su Istantgram, la cosa ha iniziato a far parte del nostro quotidiano.

QUESTA È UNA GUIDA PER TUTTI Dai quarantenni alla prima esperienza ai 13-16enni compulsivi. Facebook e Twitter possono essere utili, divertenti, interessanti – se usati bene (lasciamo perdere Istantgram, che tanto lì è solo una questione di non farsi foto coi gioielli in aria).

Questa settimana ci occuperemo di FACEBOOK.

COME FUNZIONA Partiamo da qualche informazione base, giusto per togliere qualche dubbio.
Quella di FACEBOOK è una piattaforma complessa. Hai un profilo – con foto personale e copertina – dove inserire tutti i tuoi dati personali: età, titolo di studio, lavoro, città, indirizzo, interessi, gusti (musicali, cinematografici, sportivi). Se compilate tutto per bene, siete certi di due cose: gli altri avrenno presto un’idea di voi e Zuckerberg è un genio nel farsi dare dati personali.

Del resto, dipende tutto da come lo dici. “Ciao, sono una multinazionale che sfrutta dati privati per vendere pubblicità mirate. Mi dai tutti i tuoi dati personali?”. Non funziona.
“Ciao, sono un simpatico sito internet dove trovare amici e belle ragazze. Mi dai tutti i tuoi dati personali?”. Funziona, eccome.

Insomma, la PRIMA REGOLA è: non dite troppi fatti vostri.

Naturalmente Facebook non è solo un profilo. È una rete di condivisione: amici, informazioni, foto, giochi, blog… Ci si può trovare di tutto e si può fare di tutto.
Tra mipiace (su una pagina, un commento, un post), condivisioni, commenti, “poke” (punzecchiature) e chat, la cosa si fa complessa. Come orientarsi? Usare Facebook non è molto difficile, ma quello che ci chiediamo in questa sede è: vogliamo essere amici decenti?

Partiamo da qualche aspetto fondamentale.

– LA GRAMMATICA. Cercate di scrivere – se non perfettamente – decentemente. La gente oltre a leggervi è bene che vi capisca.
– L’ONESTÀ INTELLETTUALE. Non rubate frasi altrui – che siano di personaggi famosi o amici. Tanto, se citi le fonti, i mipiace te li becchi lo stesso.
– LA MODERAZIONE. Se mettete 12 link appena connessi, scrivete 13 post al giorno, e mettete una foto/canzone ogni due minuti siete pesanti. A nessuno interessano le tue 15 canzoni, folle, in questo momento sei solo un molestatore delle home altrui. Avete presente B. in campagna elettorale? Ecco.

Ora che abbiamo affrontato le questioni primarie, andiamo nel particolare.

EVITATE come la peste le pagine primedonne. Sono le pagine che nascono col puro scopo di essere conosciute, mipiacciate, condivise. Come se non sapessero che con Facebook i soldi li fa solo Zuckemberg. Le riconoscete dai link, che presentano varie fenomenologie.

1. LINK EMPATICO Si parte sempre da una foto patetica – un bambino sulla sedia a rotelle, un cagnolino ferito, un mendicante – con sotto la dicitura “Solo chi ha cuore condividerà questo sulla sua bacheca”. L’idiota medio condivide, e aggiunge anche cose del tipo: “Io l’ho fatto, e tu?”. Imbarazzante.

2. IL CONFRONTO Avviene sempre tra un personaggio popolare – nell’ambito della pagina o in generale – e da un nemico riconosciuto. Foto con Hitler e Del Piero, ad esempio: “Mettete mipiace per Del Piero, commentate per Hitler”. L’idiota medio non si limita al mipiace (cosa esecrabile ma comprensibile), ma commenta anche. Cose raccapriccianti, del tipo: “Ma come fate a votare Hitler!” – e intanto lo sta facendo lui.

3. LA RICERCA DI AFFETTO Qui il meccanismo è diabolico. Si mette una foto – donna/uomo affascinante, bambina infelice, calciatore/cantante famoso – con su scritto: “Nessuno metterà mipiace per me”. Da annotare anche la variante competitiva: “100 mipiace schifoso, 200 carino, 300 bellissimo”. Oh, non ci crederete, ma funzionano.

4. LO SFACCIATO Si mette una foto e si scrive “Voglio almeno 300 mipiace per questa!”. La gente lo fa…

Insomma, ora che le conoscete, EVITATELE.

Un altro aspetto fondamentale è L’ATTEGGIAMENTO da usare in uno spazio che – vuoi o non vuoi – è pubblico. Gli archetipi di “amici” fastidiosi sono tre.

1. IL CHI VUOLE INTENDERE INTENDA Personaggi perigliosi. Sempre pronti a mandare messaggi a questa o quell’altra persona, riempiono la home di sdegnanti “Dedicato a chi mi vuole male”, incomprensibili “Fatti una vita tua” e inquietanti “Se parlo io succede un macello”. Se vi riconoscete in questa descrizione, non tutto è perduto. Il primo passo, quello dell’accetazione, è stato fatto. Ora calmati, matto, che nessuno ti odia. Se hai nemici su facebook, rimuovili dalla lista. Se scrivi certe cose non fai che aumentarli. Ci sarebbe anche il sottotipo dell’innamorato deluso – quello che scrive stati vaghi e tristi diretti a lei (o lui)- un ambito facilmente bollabile con un perentorio “non interessa a nessuno”. Il fascino del maledetto è passato di moda nell’800: aggiorniamoci.

2. IL MEDITATE GENTE MEDITATE Molto antipatici. Abusano di notizie non verificate e caps lock, denunciando la casta, il papa, Barbara D’Urso e le scie chimiche. Pieni di sicurezza, zeppi di errori, si propongono come nuovi prometei, ma sono portatori del fuoco incapaci di capire l’acqua calda. Fastidiosi e  disinformativi, da evitare.

3. IL PROMOTER Una piaga. I pr del mondo sociale sono simili a zecche, che ti assaltano turbando la tua allegra solitudine. Ti invitano ad ogni tipo di festa, ti taggano nelle locandine, ti mandano messaggi di gruppo. Naturalmente non lo fanno solo per questioni economiche. E’ una missione, la loro. Il peggio arriva dopo, quando arrivano le entusiastiche sensazioni su eventi ogni volta “del secolo”.
Esistono anche dei sottogruppi: i giocatori – che elemosinano aiuto per questa o l’altro oggetto per Farmville (“Non me ne frega nulla del tuo granaio, psicopatico!”) – e gli uomini in carriera – che usano la loro bacheca come una pagina per i fan.

Un’altra questione, assolutamente da considerare, è la possibilità di rendersi ridicoli. Bisogna evitare COMPORTAMENTI IMBARAZZANTI. Le cose assolutamente da non fare sono 3:

1. Mettere “mipiace” ai propri contenuti. E’ come darsi il cinque, da soli, in pubblico. Molto triste, abbastanza squallido.

2. Chiedere “mipiace” agli altri. Servono commenti? Dai…

3. Dare il “buongiorno” o la “buonanotte” a Facebook (o “a tutti gli amici di Fb” o “al mondo”). Vi prego, non lo fate. Ripeto: non lo fate. Non è uno scherzo. NON LO FATE.

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Scritto da: admin il



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