1 aprile 2011
IL JAZZ LA SUA STORIA, LA SUA EVOLUZIONE I SUOI MUSICISTI(PARTE II)

In questo nostro secondo incontro, parleremo di esplorazioni, di schiavi, di Africa.

 

Resto sempre meravigliato ogni volta che mi fermo a riflettere sulle infinite variabili che concorrono nella realizzazione di un singolo avvenimento. Se Colombo non fosse stato spinto dalla sua sete di conoscenza, se gli indiani d’America non fossero stati incapaci di sopportare il lavoro imposto dai colonizzatori e se non fosse esistita la schiavitù, piaga non ancora debellata, probabilmente non avremmo avuto il Jazz, o forse si. Dubbi, solo dubbi costellano la nostra esistenza, ma è forse grazie al dubbio se l’uomo continua la sua incessante ricerca imbattendosi a volte in imprevedibili ed inaspettate scoperte. Benedetto sia il dubbio.

 

Ed ora un po’ di storia, in modalità telegrafica.

CCOLOMBO

Cristoforo Colombo (Genova 1451- Valladolid 1506)

Cristoforo Colombo, a differenza di altri navigatori dell’epoca, oltre all’esperienze acquisita in mare, coltiva gli studi di geografia e di fisica terrestre. Riprendendo una teoria, già conosciuta nell’antichità, della sfericità della terra, Colombo sostiene la possibilità di raggiungere le terre orientali (Cina, Giappone, India) navigando sempre verso occidente nell’Atlantico. Non poteva immaginare che tra l’Europa e le terre d’Oriente ci fosse un continente nel mezzo, e anche se in quel tempo si calcolava che la terra fosse assai più piccola di quella che in realtà era, il suo fu pur sempre un viaggio temerario, visto che intendeva spingersi oltre lo stretto di Gibilterra (detto Colonne d’Ercole) che segnava l’ultimo limite all’audacia umana.
Il 3 agosto 1492 Colombo, con le famose 3 caravelle: la Niña, la Pinta e la Santa Maria, salpa dal porto di Palos verso le Indie, e all’insaputa di tutti, verso la Storia. Il 12 ottobre 1492, dopo settanta giorni, in un viaggio pieno di peripezie, approda nel nuovo continente. Per ironia della sorte il nome di Americhe verrà permutato dal nome di un altro famoso navigatore ed esploratore italiano, Amerigo Vespucci (Firenze 1454 – Siviglia 1512) mentre dal nome di Colombo derivò soltanto quello di una piccola regione, la Columbia.
Dopo che Colombo aveva aperto la via delle Indie, e gli europei si erano insediati nel nuovo mondo, ci fu necessità di manodopera per poter sfruttare le immense risorse offerte dalle nuove terre. La popolazione locale non riusciva ad adeguarsi al duro lavoro imposto dai conquistatori europei e la mortalità e le fughe degli indios indussero i colonizzatori a deviare il secolare traffico di schiavi diretto nel Mediterraneo verso l’America.
Nel 1619 la prima nave schiavista approda sul suolo americano.
Dall’Africa gli schiavi oltre la forza lavoro, portarono un ricco patrimonio musicale che assorbendo le parole e la musica degli inni trovati sul suolo americano diede vita ad un meraviglioso corpo di richiami e canti.
Non è tuttavia possibile stabilire un’ipotetica cronologia dei folk song nero-americani, profani e religiosi, tanto più che ciò che conosciamo è stato raccolto e catalogato in epoca abbastanza recente, possiamo però ordinare quei canti secondo la loro funzione, e anche in relazione agli ambienti in cui presero forma e maturarono.
Sarà questo il nostro prossimo argomento.

Autore: Giacinto Cistola

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