4 ottobre 2010
La convenienza sociale

La convenienza è una declinazione dell’istinto di sopravvivenza e dunque si manifesta con una forza difficile da contrastare e/o sviare dai suoi obiettivi. Gli obiettivi della convenienza sono “naturali” riconosciuti o percepiti dallo “stomaco” ancora prima che dalla logica (il ragionare della nostra mente).
E fin qui, grazie al cielo, ci risparmiamo tanti dubbi che ci renderebbero la vita impossibile e cervellotica, se così non fosse. Ma c’è qualcosa che interviene dall’esterno e che rafforza la percezione della convenienza spingendola in una direzionepassaggio e inibendone altre: la scala dei valori.
La scala dei valori è quella “cosa” che stabilisce l’ordine delle “priorità percepite” in un contesto sociale.
Dunque il posizionamento di un valore lungo detta scala determina la fortuna o meno del valore stesso nella società in cui vive.
Questa premessa, necessaria, è per poter parlare di un valore certamente percepito da tutti ma che purtroppo è oggi relegato nella parte bassa della scala con conseguenze nefaste per la persona e per il contesto sociale  in cui questa vive.
Mi riferisco al valore che è, che ha il pensare se stessi in funzione degli altri.
Questo valore che per sintesi chiamo sociale permette, facilita, favorisce, consente l’interazione fra le persone, la convivenza e l’uso di un ambiente comune, creando condizioni di vita di miglior agio. Ma ancora rende, fra l’altro, conveniente predisporre e proteggere meccanismi di solidarietà sociale che mettono le persone al riparo (attutiscono) dall’impatto negativo dei “casi della vita”.
Farebbe un grave errore di prospettiva chi, forte della sua condizione, escludesse a priori una necessità futura. Dunque se quanto fin qui detto fosse vero, ci sarebbero le condizioni per riconoscere una convenienza: La convenienza sociale.
È conveniente vivere in un ambiente che possa contare sul rispetto degli altri oltre che del proprio.
È conveniente cercare le condizioni per una convivenza sociale dove la “violenza” sia relegata alle forme patologiche e non alla consuetudine dei rapporti sociali.
È conveniente far vivere la tolleranza quale “strumento” per una proficua dialettica fra le posizioni degli altri e le proprie.
È conveniente predisporre e proteggere meccanismi di tutela sociale a sostegno per chi non ha avuto una giusta dose di fortuna nella vita
È conveniente  “non gettare la carta per terra” per innescare un circuito virtuoso di rispetto di se stessi, degli altri e dell’ambiente.
Dunque per poter cogliere queste ed altre importanti convenienze dovremmo “semplicemente” riposizionare il sociale nella parte alta della scala dei valori.
Sarà una battaglia titanica, un duro, durissimo lavoro.
Buon lavoro a noi tutti.

Autore: Lino Rosetti

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Commenti

Un Commento to “La convenienza sociale”
  1. Valter Di Felice ha detto:

    E’ un pensiero di grandissimo spessore sociale, che vede e prevede il coinvolgimento del pensiero e della mente come unico binomio di recettore del bene verso il prossimo e/o verso colui che purtoppo è meno fortunato di molti altri. Ma la cosa più affascinante è che questo pensiero lavorerà in maniera spontanea, procurnado un benessere unico e di grandissimo valore aggiunto, durante il quale il valore di se stessi alimenta quello di regalare un sorriso in più a chi ne ha veramente bisogno.
    Di sicuro, riposizionare il sociale nella parte alta della scala dei valori, presto coinvolgerà molte persone e le saranno grate per aver offerto questa splendida opportunità, perchè, non dimentichiamo che con ” quello che guadagnamo ci fa vivere ma con quello che diamo facciamo vivere…!!!
    In segno di ampia e sincera stima
    Valter Di Felice
    Presidente
    Associazione Coccinella Dina Sergiacomi ONLUS

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