17 dicembre 2009
Psicologia distorta

Vorrei iniziare quest’avventura cercando innanzi tutto di far capire con chi e cosa si ha a che fare. Un piccolo estratto di considerazioni fatte tempo fa che permetterà di capire più facilmente le meccaniche che muovono le nostre azioni. La moto non è solo un mezzo di trasporto ma un prolungamento dei nostri arti, motore del nostro pensiero, apertura ideale verso orizzonti inesplorati.
Il seguente articolo è stato scritto quando ancora i navigatori satellitari non “mietevano vittime”, quando ancora il bello di perdersi era fermarsi al primo bar e scambiare due chiacchiere chiedendo informazioni, ….bei tempi…… e parliamo solo di pochissimi anni fa…..
“Cos’è che ci spinge a sfuggire dalle comodità di un’autostrada? Perché preferiamo metterci mezza giornata in più per arrivare a destino? Perché siamo così attratti dalle stradine color bianco sulla cartina, quelle stradine contorte che apparentemente non portano da nessuna parte? Beh, domande a cui non è facile rispondere, alle quali i più risponderanno: perché siete scemi!
Forse hanno ragione ma credo che oltre alla scemenza ci sia anche qualcos’altro, una forma di pazzia, di sana pazzia che ci porta fuori dai luoghi comuni e dalle convenzioni, fuori dagli schemi. Quello che ci appaga di più, in fin dei conti, non sono le cose quotidiane e non sono di certo  le passeggiate al corso, ma una bella scampagnata su e giù per monti e valli alla scoperta di posti nuovi, di vecchie locande, di paesini, di stradine sinuose, di paesagi mozzafiato, scorci irripetibili.
Insomma fare qualcosa di diverso, qualcosa che poi si possa raccontare. Mettersi alla prova!
Ogni volta ci si prepara ad un’uscita ci trasformiamo in fantasiosi geometri, improbabili architetti, ingegneri della cartina stradale. Armati di calcolatrice, matita e compasso tracciamo traiettorie impossibili al solo scopo di aggirare il consueto, di evitare lo scontato.
Se siete tra quelli che, incrociando una strada anonima e sconosciuta  che taglia per chissà dove, vedono sempre una scorciatoia o una sicura alternativa per giungere proprio lì dove vogliamo noi, beh.. allora siete dei nostri! Direi degli ottimisti! Vediamo sempre il bicchiere mezzo pieno, cerchiamo sempre il lato positivo di ogni cosa e si è sicuri che c’è del bello in tutto, anche nella Guzzi!”


Autore: Paolo Marucci

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