5 febbraio 2010
Solidarietà oltre il confine…

presentazTanto per iniziare, non ho alcuna intenzione di parlare di me, della mia vita e delle mie attività, ma non per questioni di privacy, perchè preferisco avviare il mio rapporto di amicizia e di collaborazione con la comunità di Cocalo’s Club, dichiarando il mio impegno e la mia passione per la solidarietà internazionale e la cooperazione che si abbracciano in modo inestricabile con il mio spirito di viaggiatore.
Vengo al dunque: con un gruppo di semplici ma concreti amici, mi occupo di raccogliere fondi per aiutare un altrettanto esiguo, semplice e combattivo manipolo di amici africani, impegnati a portare benessere, istruzione e salute alle popolazioni che vivono in una regione dell’Uganda posta tra le pendici dei Monti Rwenzori – gli esploratori inglesi dell’800 li hanno chiamati “Le Montagne della Luna”, forse per la loro inenarrabile bellezza e maestosità – e il Lago Giorgio, che non è stato chiamato così da me in omaggio a mio fratello, ma da uno dei tanti gruppi di esploratori britannici per segnalare al mondo l’importanza del Re Britannico Giorgio V, nipote della Regina Vittoria.
Ma lascio da parte la storia coloniale inglese e i sue effetti collaterali sull’Africa, per parlare della nostra responsabilità, quella di promuovere due diversi generi di raccolta fondi, quello per il sostegno a distanza che pone, attualmente, ben 200 ragazzi di età compresa tra 1 anno e 21 anni nelle migliori condizioni di crescita, di apporto economico alle loro famiglie e di studio: un aiuto che giunge dall’Italia da parte di generosi, ma non ricchi benefattori; mentre l’altro genere è quello di promuovere azioni di sensibilizzazione tra privati, aziende e pubbliche amministrazioni per realizzare un processo di sviluppo di un area dove ora c’è una scuola ed un dispensario medico, ma dove solo 5 anni fa non c’era nulla, solo un terreno incolto, ed entro i prossimi 5 anni ci saranno strutture e organizzazioni aziendali che porteranno una comunità di 10.000 persone ad essere capaci di produrre agricoltura biologica e di promuovere il turismo responsabile, quindi, con essi, mitigare i consumi delle risorse ambientali.
Parlare di luoghi lontani e di realtà come quelle di un qualsiasi villaggio dell’Africa è divenuto un esercizio fin troppo spesso svolto da tanti e a causa di tale frequenza, esiste ormai l’abitudine a considerare ogni segnalazione di aiuto come una cantilena, – ci si abitua a tutto, come alle stragi e alle carneficine che attraverso i reportage giornalistici, ci vengono proposte in ore pasti –  ovviamente non vogliamo avvicinare certe situazioni né alla nostra vita, né a quella delle popolazioni dell’Uganda, ma posso assicurarvi che le giornate della gente d’Africa sono diverse dalle nostre e proprio per questo, meritano profonde considerazioni ed attenzioni.
Dopo aver brevemente introdotto il tema che tratterrò in tutte le mie sortite nella community di Cocalo’s Club, voglio rivolgere a tutti gli amici e ai lettori un saluto, con l’auspicio che possiate trovare nelle mie note, che cercheranno di assumere i toni del viaggio, un interesse e un richiamo ad un più sensibile e solidale atteggiamento nella vita quotidiana di ognuno di noi.


Autore: Sergio Trevisani

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Commenti

2 Commenti to “Solidarietà oltre il confine…”
  1. Elsa ha detto:

    bellissima iniziativa……

  2. lino ha detto:

    nel leggere il tuo racconto ho immaginato le terre di cui parli…un’aria diversa…grazie per aver acceso la luce.

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